Faust rapsodia

Dal ciel sino all’inferno

Teatro Alighieri | 03 October 2021 | ore 20:00

Trilogia d’autunno: la Danza, la Musica, la Parola
Faust rapsodia
Dal ciel sino all’inferno

scene dalla tragedia di Johann Wolfgang Goethe (Faust I und II)
musica di Robert Schumann
(Szenen aus Goethes Faust, selezione dall’opera)
traduzione italiana di
Andrea Maffei (1869) scene recitate
Vittorio Radicati (1895) scene cantate

elaborazione drammaturgica e regia Luca Micheletti
maestro concertatore e direttore Antonio Greco
scene, sculture e video Ezio Antonelli
light designer Fabrizio Ballini
costumi Anna Biagiotti

Faust
Edoardo Siravo attore Vito Priante baritono

Margherita
Elisa Balbo soprano

Mefistofele
Roberto Latini attore Riccardo Zanellato basso

e con Michele Arcidiacono, Sofia Barilli, Davide Cavalli, Erica Cortese, Martina Cicognani,
Francesca De Lorenzi, Mariapaola Di Carlo, Francesco Errico, Veronica Franzosi, Matteo Ippolito, Franco Magnone,
Valentina Mandruzzato, Ciro Masella, Giorgia Massaro, Luca Massaroli, Ivan Merlo, Jacopo Monaldi Pagliari,
Giuseppe Palasciano, Danilo Rubertà, Angelo Sugamosto, Lorenzo Tassiello,
Yulia Tkachenko, Andrea Triaca, Maria Luisa Zaltron

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro Luigi Cherubini

in collaborazione con il Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” di Ancona
nuova produzione di Ravenna Festival

Come Dante, tra i più grandi esploratori dei confini del mondo e dell’umano è Faust, che protagonista di una leggenda tardomedievale trova nella penna di Goethe un profilo universale, dantesco si direbbe, nella dimensione del viaggio che compie dal male incontrato nel suo fatale e diabolico compagno fino alla redenzione per il tramite di una donna amata. È questa una “rapsodia” inedita e visionaria, che rispecchia la vocazione frammentaria delle opere originali: una ragionata scelta di numeri dall’incompiuto oratorio profano di Schumann fatti dialogare con alcuni quadri del poema goethiano – entrambi in traduzioni italiane ottocentesche, rispettivamente di Vittorio Radicati e di Andrea Maffei. Assecondando il monito di Goethe a pensare il teatro come l’unico luogo al mondo in cui sia possibile attraversare l’universo “con prudente velocità… dal Ciel sino all’Inferno”.

Programma di sala

María de Buenos Aires

Omaggio ad Astor Piazzolla (1921-1992) nel 100° dalla nascita

Rocca Brancaleone | Disponibile dal 20 dicembre 2021 al 19 gennaio 2022

Omaggio ad Astor Piazzolla (1921-1992) nel 100° dalla nascita
María de Buenos Aires

Opera Tango
musica di Astor Piazzolla
testo di Horacio Ferrer

Martina Belli mezzosoprano
Ruben Peloni baritono
Daniel Bonilla-Torres El Duende

con l’Orchestra Arcangelo Corelli
Davide Vendramin bandoneon
Jacopo Rivani direttore

Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto coordinamento produttivo danza
MM Contemporary Dance Company danzatori
Michele Merola coreografo

regia Carlos Branca
aiuto regista
Rosanna Pavarini
light designer
Marco Cazzola
scene Giulio Scutellari e Carlos Branca
assistente alla coreografia
Paolo Lauri
bozzetti costumi Carla Mellini
realizzazione costumi Nuvia Valestri
capo sarta Isabella Franzoni
trucco Tobias Tran
maestro di sala e collaboratore di palcoscenico Chiara Cattani
maestro alle luci Mattia Mazzini
direttore di scena Turchese Sartori
direzione tecnica e produzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara e Fondazione Ravenna Manifestazioni

nuova coproduzione Ravenna Festival e Fondazione Teatro Comunale di Ferrara
prima nazionale

con il patrocinio dell’Ambasciata argentina in Italia

si ringrazia Gruppo Sapir

In un sordido angolo di Buenos Aires, l’operaia Maria incontra i suoni seduttori del tango. Ne viene avvinta, incontrando presto il male di una città che la trasforma in cantante e poi in prostituta. Muore, ma non il suo spirito, che continua a vagare in forma di spettro in una metropoli affollata di perditempo, ladri e assassini, finché Maria non rinasce per dare alla luce una bambina, una nuova sé stessa, condannata all’eterno ritorno delle cose. Il realismo magico sudamericano, spietato e poetico, si incarna nel capolavoro teatrale di Astor Piazzolla, autore di questa tango-operita che debutta nel 1968 a Buenos Aires unendo sacro, profano e fantastico, un mondo in cui si nasce sotto cattiva stella quando “dio è ubriaco”. E il tango, ipnotico e rapinoso, scandisce l’alternarsi di vita e di morte come un giudice inflessibile.

Programma di sala