Dedicato a Bergamo

Bergamo, Teatro Donizetti | 21 marzo 2021 | ore 11.00

 
RICCARDO MUTI
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

 

Gaetano Donizetti
Sinfonia dall’opera “Don Pasquale”

Ludwig van Beethoven
Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55 “Eroica”
Allegro con brio
Marcia funebre. Adagio assai
Scherzo. Allegro vivace
Allegro molto

in collaborazione con Ravenna Festival e RMMUSIC

“Il Donizetti del Don Pasquale affonda le proprie radici nella Scuola napoletana del Settecento, filtrata però dalla conoscenza dell’universo mozartiano e classico. Dunque, il suo regno è quello della melodia, tratto distintivo sempre dell’opera italiana, ma al tempo stesso con un uso sapiente del contrappunto”. Dalle parole di Riccardo Muti forse si intuisce il motivo per cui quest’opera della maturità di Donizetti – che la compose nel 1843 per le scene parigine, leggenda vuole in soli undici giorni – ricorre più volte nella sua straordinaria carriera: riferimenti ineludibili per qualsiasi interprete sono le edizioni che ha diretto a Firenze con il Maggio e alla Scala, poi quella incisa a Londra, senza dimenticare che proprio questo “dramma buffo” segnò il suo esordio a Salisburgo, nel 1971. Un’opera in cui l’eloquenza della trama e del colore strumentale così come la ricchezza melodica emergono in tutta evidenza fin dalla Sinfonia posta in apertura, capace di sintetizzare con singolare immediatezza l’intreccio e i diversi elementi della vicenda che si va a rappresentare, dal malinconico canto-serenata del violoncello in apertura alla danzante “virtù magica” di Norina.
Una immediatezza e rapidità del gesto compositivo di Donizetti che certo non è condivisa da Beethoven, quando agli albori di quello stesso secolo si appresta a tracciare i primi segni della Sinfonia che proprio egli definirà “Eroica”. Siamo nell’estate del 1802, gli stessi travagliati mesi che, con la disperata consapevolezza dell’incurabile sordità che lo affligge, lo conducono alla scrittura del Testamento di Heilingenstadt: solo attraverso una lunga serie di abbozzi, revisioni e correzioni si arriva, nell’autunno del 1804, alla partitura definitiva che sarà poi stampata nel 1806, come si sa non più dedicata a Napoleone Bonaparte inizialmente faro ispiratore del lavoro ma, con piglio universale, al “sovvenire d’un grand’uomo”. E se sembra che l’iniziale accoglienza non sia stata particolarmente benevola, a Vienna, prima nel palazzo del dedicatario principe Lobkowitz poi al Theater an der Wien, che si tratti di un assoluto capolavoro è da tempo indubitabile. Per le novità che ne innervano forma e linguaggio: la dilatazione monumentale dei quattro movimenti, l’imponenza della strumentazione e il ruolo dei fiati parte integrante dell’elaborazione motivica, il superamento di una semplice dialettica tematica. E soprattutto perché di fronte all’Eroica cambia radicalmente l’idea stessa di Sinfonia, in nessun modo più riconducibile a un seppur raffinato intrattenimento, ma veicolo ambizioso di tensioni etiche e ideali, manifesto solenne e catartico per l’avvento di un mondo nuovo.

Programma e organico orchestra