Teatro Alighieri | 07 febbraio 2026 | ore 11:00

Events in Ravenna Festival
Teatro Alighieri | 07 febbraio 2026 | ore 11:00
Chiostro della Biblioteca Classense | On demand dal 1 ottobre
Via Sancti Romualdi 2025
Federico Faggin
Corpo, mente e spirito riconsiderati
In dialogo con Alessandro Barban già Priore dei Monaci Camaldolesi
in collaborazione con Associazione Romagna-Camaldoli
Federico Faggin, genio informatico, è una figura molto importante nel panorama della scienza contemporanea. Con le sue invenzioni, dal microprocessore al touchscreen, e con gli studi pionieristici sulle reti neurali ha contribuito a plasmare il presente che tutti conosciamo. Ma la sua ricerca è proseguita andando molto oltre e ribaltando il paradigma “meccanicistico”, secondo il quale la coscienza sarebbe un epifenomeno del cervello, un derivato della materia. Il divino nell’universo è in noi e crea conoscendo. Gli eventi quantistici sono interiori rispetto al mondo visibile, non sono copiabili, clonabili, sono privati. Secondo Faggin la coscienza, il libero arbitrio sono intrinseci al micro-mondo quantistico ed è la materia densa a essere un epifenomeno, come spiegherà in dialogo con Alessandro Barban, già Priore dei Monaci Camaldolesi.
Basilica Metropolitana | On demand dal 1 ottobre
Cantare amantis est
Concerto del Giubileo
In occasione dell’Anno Giubilare 2025
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
direttore Hossein Pishkar
Andrea Berardi organo
Johann Sebastian Bach
Fuga in Si minore su tema di Corelli, BWV 579
Antonio Vivaldi
Sinfonia in si minore per archi e basso continuo “Al Santo Sepolcro” RV 169
Johann Sebastian Bach
Fuga (Ricercata N. 2) a sei voci da Das Musikalische Opfer BWV 1079/5
trascrizione per orchestra di Anton Webern
Richard Wagner
Karfreitagszauber (“Incantesimo del Venerdì Santo”), da Parsifal
Leonardo Marino
Nuova composizione
per organo, archi e voce bianca
prima esecuzione assoluta
commissione di Ravenna Festival
Edward Elgar
Sursum corda op. 11 per archi, ottoni, timpani e organo
Nell’anno giubilare il progetto intitolato alle parole di Sant’Agostino non poteva non volgere lo sguardo all’elemento spirituale che permea tanta musica e che attraversa la stessa Ravenna, le sue chiese, le sue magnifiche basiliche. E gli organi che ognuna di esse custodisce: strumenti storici, straordinari, capaci nel soffio che anima il loro suono di far rivivere la storia della città e della sua gente. Si inaugura allora una sorta di percorso nella memoria racchiusa in quegli antichi meccanismi, rileggendola con gli occhi e le voci di oggi. In un Festival che è crocevia tra passato e futuro si intrecciano la scrittura contemporanea di Marino e quella immortale di Vivaldi, mentre il “moderno” Webern trascrive fedele la monumentale fuga di Bach. E le generazioni si danno la mano, cogliendo nel presente la lezione di ieri e la speranza di domani.
Lugo, Pavaglione | On demand dal 1 ottobre
Uri Caine
The Passion of Octavius Catto
Uri Caine composizione e pianoforte
Barbara Walker voce
Mike Boone basso elettrico
Clarence Penn batteria
Ralph Alessi tromba
Achille Succi sassofoni
organizzazione Rosalba Di Raimondo Artist Management in collaborazione con Live Arts srl
in collaborazione con Lugocontemporanea
prima italiana
Una storia di ieri per combattere il razzismo di oggi: Uri Caine, musicista e compositore sensibile a problematiche sociali, assurto a simbolo dell’incontro tra musicalità diverse, tra il jazz e la musica classica, è l’autore di un pezzo, dall’inequivocabile messaggio, dedicato a Octavius Catto, afroamericano nato nel 1839 in South Carolina e poi cresciuto a Filadelfia – città dove è nato lo stesso Caine –, diventato quindi attivista per i diritti civili e per questo motivo assassinato nel 1871. Per trasporre in musica la sua vicenda, Uri Caine si è rifatto alla tradizione afroamericana, al gospel in particolare, al linguaggio classico-contemporaneo e al jazz, mostrando ancora una volta che nell’arte, come nella vita di tutti i giorni, le divisioni di qualsiasi tipo non devono e non possono esistere.
Basilica di San Vitale | On demand dal 1 ottobre
Omaggio a Giovanni Pierluigi da Palestrina nel 500° anniversario della nascita e ad Alessandro Scarlatti nel 300° della morte
Ensemble Vocale Odhecaton
Alla Palestrina
direttore Paolo Da Col
Alessandro Carmignani controtenore
Guilhelm Terrail controtenore
Gianluigi Ghiringhelli controtenore
Oscar Golden Lee tenore
Luca Cervoni tenore
Luigi Tinto tenore
Alberto Spadarotto baritono
Enrico Bava basso
Marcello Vargetto basso
Alessandro Scarlatti
Messa breve “a Palestrina”
Giovanni Pierluigi da Palestrina
Mottetti
È un legame ideale quello che unisce, nell’arco di due secoli, i protagonisti di questi anniversari: Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594) ad Alessandro Scarlatti (1660-1725). Se il primo fu considerato il princeps musicae e se la sua opera rappresentò il paradigma dello stile polifonico per i tutti i compositori, neppure Scarlatti sfuggì alla sua influenza. Soprattutto nella produzione sacra. A testimoniarlo basti la Messa breve “a Palestrina” composta nello stile a cappella del modello apertamente dichiarato e destinata alla corte pontificia in quella Roma (altro trait d’union) che più volte benevolmente lo accolse. Un’opera di cui possiamo godere grazie a più fonti manoscritte, due delle quali autografe, e che Odhecaton intreccia a mottetti palestriniani in una sorta di inedita liturgia.
Russi, Palazzo San Giacomo | On demand dal 1 ottobre
La notte dello Spiritual Jazz
Lakecia Benjamin / Hamid Drake
Lakecia Benjamin
Phoenix Reimagined
Lakecia Benjamin sax alto
Dorian Phelps batteria
Elias Bailey contrabbasso
John Chin pianoforte, tastiere
Hamid Drake
Turiya: Honoring Alice Coltrane
special guest James Brandon Lewis
James Brandon Lewis sax tenore
Ndoho Ange danza, spoken word
Jan Bang elettronica
Jamie Saft pianoforte, tastiere
Pasquale Mirra vibrafono
Brad Jones contrabbasso
Hamid Drake batteria, percussioni, voce
Un po’ passaggio di consegne, un po’ evocazione fragorosa e liberatoria. È il modo più giusto per ricordare Alice Coltrane, pianista e compositrice troppo a lungo rimasta all’ombra di un pur inarrivabile marito, che concretizzò le sue visioni in una musica talmente originale che ancora oggi è un riferimento indiscusso per lo “spiritual jazz”. Lakecia Benjamin incarna lo straripante stato di salute del jazz femminile di oggi e la sua capacità di governare un suono che prende fuoco in pochi istanti ne è riprova. Un ensemble stellare, con il veterano Hamid Drake, l’impetuoso virgulto del sassofono James Brandon Lewis, l’elettronico Jan Bang dei Supersilent e il geniale pianista Jamie Saft, onorerà il genio di Alice Coltrane con tutta l’urgenza di cui la sua musica estatica e travolgente ha bisogno per prendere il volo.
Lugo, Pavaglione | On demand dal 1 ottobre
Malika Ayane
Orchestra La Corelli
Daniele Parziani direttore
Carlo Gaudiello pianoforte
a cura di Pierfrancesco Pacoda
coproduzione Ravenna Festival, Mittelfest
prima assoluta
Tra soul music, jazz e grande tradizione della canzone d’autore, Malika Ayane mette la sua formazione classica (studi al Conservatorio di Milano ed esperienze alla Scala) al servizio del pop, utilizzando la sontuosità degli arrangiamenti appositamente realizzati per l’Orchestra La Corelli ad esaltare il profondo romanticismo della sua scrittura. Per Ravenna Festival, ha immaginato una rilettura del suo vasto repertorio, avvolgendolo in partiture che ne sottolineano le movenze morbide, in equilibrio tra citazioni del suono afroamericano e l’amore per la melodia e la ballata. Canzoni con cui ha conquistato il cuore del pubblico italiano. Lei che, a proprio agio di fronte alle platee televisive sanremesi come in spazi più intimi, riesce sempre a far vivere a chi la ascolta un’esperienza personale, costruendo un rapporto diretto, fragile e insieme di grande intensità emotiva.
Milano Marittima, Arena dello Stadio dei Pini | On demand dal 1 ottobre
Il Trebbo in musica
Carlo Lucarelli
Io le odio le favole
Storie che fanno paura ai bambini
Mattia Dallara live electronics, composizione
Marco Rosetti arrangiamenti, composizione
Federico Squassabia pianoforte, composizione
produzione Ravenna Festival
prima italiana
con il contributo di Cooperativa Bagnini Cervia
Nelle favole ci sono castelli incantati dove dimorano splendide principesse, cavalli alati, fate turchine e zucche che diventano carrozze. Ma ci sono anche una strega malefica che rinchiude due fratellini in una gabbia, un lupo mannaro che in un sol boccone mangia un’amabile nonnina e una piccola fiammiferaia che muore di stenti, al freddo e al gelo. Le fiabe sanno raccontare mondi meravigliosi ma anche universi terribili, spaventosi, misteriosi. Come in una delle sue appassionanti indagini, Carlo Lucarelli, signore del noir italiano, ci conduce in un viaggio in musica nel cuore oscuro delle favole che diventa un’esplorazione dell’animo umano e di tutte le nostre paure più profonde, da conoscere e da sconfiggere per vivere sempre felici e contenti.
Antichi Chiostri Francescani | On demand dal 1 ottobre
Alexander Gadjiev pianoforte
Claude Debussy
Cinque preludi dal Secondo libro, L 131
Brouillards aus Préludes
La terrasse des audiences du claire de lune
Ondine
Hommage à S. Pickwick Esq. P.P.M.P.C.
Feux d´artifice
Béla Bartók
Suite “All’aria aperta” (Szabadban) SZ 81, BB 89
Modest Petrovič Musorgskij
Quadri di un’esposizione
Szabadban: in ungherese significa “libertà”, che nel caso di Béla Bartók significa soprattutto libertà del comporre. Con questo titolo era inizialmente conosciuta la sua suite pianistica All’aria aperta, nella quale costruzioni timbriche inaspettate e tecnica esecutiva trascendentale mettono a dura prova anche i pianisti più esperti. Una sfida che si ritrova nel Secondo Libro dei Preludi di Debussy, dove lo strumento viene portato al limite dello sfruttamento delle sue risorse, e nei Quadri di un’esposizione di Musorgskij, la “passeggiata” musicale più avvincente e immaginifica realizzata nella storia della musica. Tutto affidato al talento del trentenne Alexander Gadjiev, il primo pianista italiano a salire sul podio del leggendario Concorso Chopin, sessant’anni dopo Maurizio Pollini.
Lugo, Pavaglione | On demand dal 1 ottobre
Enrico Rava & Stefano Bollani
Enrico Rava tromba e flicorno
Stefano Bollani pianoforte
La coppia più bella del jazz. La parafrasi di una famosa canzone italiana degli anni Sessanta va a pennello per introdurre una delle coppie artistiche più sorprendenti e, seppur con tempi propri, anche longeve. Dopo anni di assidua frequentazione, Enrico Rava e Stefano Bollani si ritrovano infatti eccezionalmente in duo o insieme ad altri compagni di palco. Nel loro caso non si tratta di semplici reunion ma del forte desiderio di riallacciare un dialogo in realtà mai interrotto del tutto, lasciato solo in sospeso nel tempo. Un dialogo che trae la propria linfa vitale da fonti diverse, dagli standard del jazz ovviamente, ma anche dalla musica brasiliana, dalla canzone italiana e da brani originali, in un gioco continuo di suggestioni e rimandi. L’intesa e la creatività del momento fanno il resto.